ENOTIPIA

Tipologie di vini nazionali

Alla base della piramide dei vini italiani ci sono i Vini da tavola generici, senza pregi particolari, perché non invecchiati o perché a bassa gradazione alcolica o perché frutto di un taglio di uve o vini provenienti da diverse zone geografiche o da più di un'annata. Essi sono destinati al consumo locale (in genere vengono venduti sfusi), hanno soltanto un riferimento al colore (bianco, rosso, rosato), oltre al nome e al marchio dell'azienda imbottigliatrice.

Al secondo livello ci sono i vini a Indicazione geografica tipica (ITG), caratterizzati appunto dall'indicazione della zona geografica da cui provengono (p.es. Romagna), dall'indicazione del vitigno specifico (p.es. Sangiovese) e dell'annata di raccolta. Attualmente sono 116.
Al terzo livello ci sono i vini, attualmente 284, a Denominazione d'origine controllata (DOC), che vengono prodotti in un'area ben determinata, avendo proprietà enologiche, chimiche, organolettiche fissate a priori nei regolamenti di produzione statali (Disciplinari). P.es. vanno fissate le tipologie di vino producibili, i quantitativi di uva per ettaro, le varietà di uve utilizzabili, la resa di trasformazione da uva in vino, la durata dell'eventuale invecchiamento. Presso ogni Camera di Commercio esistono apposite commissioni preposte ad accertare il rispetto dei requisiti richiesti. 
Nelle etichette dei vini DOC è possibile indicare anche una sottozona geografica, la numerazione della bottiglia e un'indicazione particolare quale Riserva (per i vini di alta qualità e invecchiati), Classico (quando un determinato vino è prodotto in una zona particolare, più antica e di maggior pregio rispetto a quella più vasta), Superiore (per i vini che hanno una gradazione alcolica e caratteristiche di finezza superiore rispetto agli stessi vini DOC).
Al quarto e ultimo livello vi sono i vini a Denominazione d'origine controllata e garantita (DOCG), muniti di un contrassegno di Stato. Attualmente sono 21 (in Romagna solo l'Albana). Sono così pochi perché devono essere di particolare pregio, devono essere stati classificati tra i vini DOC per almeno un quinquennio e devono aver superato due esami di tipo chimico e organolettico. La capacità massima delle bottiglie in commercio non può superare i 5 litri.

Se dunque oggi in Italia esistono circa 300 vini DOC e DOCG, è anche vero, poiché all'interno di ogni denominazione sono previsti diversi tipi di vino, che si arriva a un totale di circa 3.000 tipologie dotate di caratteristiche differenti.

Le denominazioni di origine sono state disciplinate dal D.P.R. n. 930 del 12 luglio 1963 e rivedute dalla L. n. 164 del 10 febbraio 1992: queste leggi pretendono la delimitazione geografica del territorio di produzione, la identificazione dei vitigni interessati, la specificazione delle tecniche colturali e di vinificazione delle uve, la definizione dei principali parametri chimici ed organolettici del vino.

Tali elementi, vincolanti ai fini produttivi, vengono codificati nei Disciplinari di produzione, cui devono attenersi i viticoltori interessati, regolarmente iscritti in un Albo dei vigneti, depositato presso le Camere di Commercio.

I vini particolari Tipologia europea