IN CANTINA

L'acquisto del vino romagnolo di qualità presentava in Italia, fin da qualche anno fa, notevoli difficoltà derivanti dal problema di trovare sicure e qualificate fonti di approvvigionamento.

Giuseppe Arcimboldi, Vertumno (Skoklosters Slott. Stoccolma)

Venduto quasi sempre in supermercati, empori e grandi magazzini, il vino romagnolo ha visto la sua immagine rimanere per anni legata a quella di un comune vino da pasto, senza particolari pretese. 

Le bottiglie, poi, conservate per mesi e forse anni in posizione verticale, sotto i raggi delle lampade, continuamente maneggiate, una volta aperte presentavano vini difettosi o comunque alterati organoletticamente.

Oggi, sia per la migliore qualità dei vini e grazie alla figura del moderno vinaio specializzato, dotato di vasta esperienza e alta professionalità, la Romagna dei vini di qualità è presente nelle moderne enoteche del centro-nord d'Italia accanto alle regioni tradizionalmente più famose.

Simpatiche tavernette per la degustazione dei vini, di cui la più famosa è la Cà de bé, sono sparse in località famose della Romagna (Bertinoro, Predappio, Cesenatico, Rimini, Ravenna) dove è d'obbligo lo spuntino a base di piadina e salumi o formaggi locali. 

Oggi vi sono anche moderne enoteche specializzate nella selezione e nella distribuzione dei vini romagnoli di qualità.

Per riconoscere un vino di qualità bisogna anzitutto analizzarne l'etichetta.

L'ETICHETTA

Sull'etichetta deve essere stampato il nome del vino, il nome o la regione sociale dell'imbottigliatore, l'indicazione di un marchio o dell'azienda vinicola, le ragioni sociali e i nomi, tra i quali anche quello della località tutelata come Doc, il contenuto, il grado alcolico. 

Facciamo qualche esempio:

Bianco di Romagna e Rosso di Romagna. Rientrano nella categoria dei vini da tavola provenienti da uve locali. Sono vini moderatamente alcolici, di largo consumo, solitamente confezionati in bottiglie o bottiglioni e destinati ad accompagnare i pasti di tutti i giorni.

Albana, Trebbiano e Sangiovese del Rubicone. Gli associati all'Ente tutela vini di Romagna sono tenuti a usare la specificazione Rubicone, preceduta all'indicazione dei nomi dei vitigni tradizionali. Questi vini devono essere ottenuti per almeno l'85% da uve provenienti dal vitigno omonimo (sono ammessi tagli, non più del 15%, con altre uve provenienti da vitigni autorizzati dalla legge) e si differenziano dai classici Doc per la minor gradazione alcolica e per le caratteristiche organolettiche, che presentano uniformità nel gusto e minor finezza nel profumo. E' inoltre consentita, per i vinificatori associati all'Ente tutela, la produzione di vini da tavola con indicazione del nome del Comune nel quale sono ubicati i vigneti (ad esempio: Sangiovese di Forlì o Albana di Faenza).

L'ASSORTIMENTO

Niente luci, niente rumori, un livello di umidità di almeno l'80%, una temperatura costante non superiore ai 15° e non inferiore ai 10°. Nessun pavimento: terreno con ghiaia. Pareti spesse. Ecco l'identikit di una cantina ideale per la conservazione dei vini.

Una cantina con un centinaio di bottiglie romagnole contiene il numero giusto per far fronte a ogni necessità. In questo caso, esse vanno così ripartite:

Per l'appassionato più esperto e dalle maggiori risorse finanziarie, la cantina può ospitare dalle 200 alle 300 bottiglie. Nella scelta delle dimensioni della cantina è necessario avere preventivamente valutato il consumo medio annuo.